Movida Spagnola

Chissà perchè non mi sento molto in vena di vivere la movida spagnola… Non mi sento particolarmente malinconica, vivere da sola mi piace. Sto anche iniziando ad apprezzare il disintossicamento da internet.

Non ho voglia di conoscere gente nuova, anche se questo dovrebbe essere l’imperativo in erasmus. Ma noi viviamo fuori dalla città, i ragazzi erasmus hanno già socializzato al corso di spagnolo e si sono formati i gruppetti, io piuttosto che divertirmi a ubriacarmi con gente nuova sono in attesa delle lezioni. Sono curiosa di sperimentare cosa significa ascoltare per 4 ore di fila un professore che blatera in spagnolo.

Passo le mie giornate in biblioteca a leggermi tutti i manga che ho sempre sognato, poi torno a casa, mangio, chiacchiero con Lisa, leggo e vado a dormire.
Vita monastica, lontano dal chiasso, sola coi miei pensieri. Diventerò matta?

Santiago, streets. By Señor Hans

Santiago, streets. By Señor Hans

Certi giorni mi perdo per i vicoli di Santiago, mi fondo sotto al sole con la folla di pellegrini, gli artisti di strada e la gente di qui che sulla soglia della pasticceria si affaccia con un vassoio di sospiri, i biscotti di santiago. Mi mescolo con loro ma rimango comunque un’osservatrice estranea, non sono curiosa di conoscere il loro mondo, non chiacchiero con loro.
Anche se ora sto in pace con questo mio atteggiamento, lo temo, come lo temevo prima di partire.
Ho sempre sognato andare in erasmus ed ora è come se non fosse il momento giusto.
Secondo le mie vecchie aspirazioni, dovrei volermi buttare tra le braccia di mille sconosciuti, collezionare amici di ogni parte del mondo, ascoltare le loro storie, sballarmi con loro, visitare quest’angolo del mondo con loro, creare dei nuovi legami, allargare i miei orizzonti, non dormire mai.
Forse le lezioni dovrebbero essere l’ultima cosa.
Non me la sento, semplicemente.
Però è il momento giusto per starmene un anno fuori casa a vivere da sola, in un ambiente diverso da quello in cui ho sempre vissuto, senza nessuna delle persone a cui voglio bene che mi stia accanto. E’ come vivere una vita alternativa alla mia, ripartendo da zero, senza radici e senza un passato.
Sono stata trapiantata in questo universo parallelo e sconosciuto, che amo osservare ma di cui, almeno per ora, non intendo far parte, se non superficialmente.
In questo momento mi piacerebbe aver affittato un monolocale nel centro della città, in cui vivere da sola, lontano dal caos festaiolo studentesco, ma vicino a quello cittadino.
Avere un posto mio in città, col lattaio e il panettiere di fiducia,  che mi dicono buongiorno senza sapere come mi chiamo.
Chissà magari prima o poi mi verrà la voglia di far parte di questo film per studenti, che sto guardando solo da spettatrice.
Forse da un lato non mi riesce di immergermi in questa vita perchè so che è solo passeggera, che anche con tutta la buona volontà di conservare i contatti dei rapporti forti (illusoriamente) che si creeranno in un lampo, una volta che l’erasmus sarà finito ed io me ne sarò tornata in Italia, tutto questo mondo sarà di nuovo risucchiato nell’oblio e continuerà ad andare avanti anche senza di me. Le ragazze spagnole continueranno ad avere le loro cene tra donne, mentre io avrò le mie con le mie amiche in Italia.
Ci prometteremo di rivederci ma facilmente non sarà così, tutto ciò che creerò qui farà parte del mio passato. Come a Manchester, come a L’Aquila.

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