Tupper Sex Party (e Webzines)

A Santiago mi è capitato di venire a conoscenza, e di partecipare, ad un Tupper Sex Party. Non sapevo cosa fosse, Google.it segnalava solo un paio di articoli in italiano, secondo i quali il tupper sex party era una dimostrazione di sex toys a domicilio. La mia esperienza era stata ben diversa, ed era sfociata in un articolo apparso su Reset Italia con licenza CC. Purtroppo il mio post originale è stato eliminato per un problema del database del sito, lo incollo qui per i miei many followers. Divertente comunque il risvolto sul web, dato che parecchi articoli pubblicati da siti e blog sono stati basati sul mio. Infatti, bisognerà aspettare la primavera del 2010 perché arrivino maggiori informazioni in Italia sul Tupper Sex Party:

Tupper Sex Party!

Neologismo europeo che deriva da dal termine Tupperware Party. Chi di noi non sa cosa sia un rappresentante porta a porta? Magari qualcuno si è ritrovato intrappolato nelle dimostrazioni di elettrodomestici a domicilio, per far contenta la mamma e far guadagnare qualcosa alla sua amica.

Ecco, quelli sono i Tupperware Party. Al Tupper Sex, invece, non si mostrano contenitori di plastica, ma articoli da sexy shop.

ragazza-valigia

Il lavoro dei sogni di ogni uomo, con abbastanza fegato da venderli porta a porta a single, coppie e… gruppi di donne.

Oramai è divenuto un ottimo diversivo per trascorrere una serata al femminile: un bel ragazzo vestito elegante, che su appuntamento suona alla porta, con una valigia piena di biancheria e giochini erotici.

Interessante la clausola che consente alle spettatrici di testare la merce prima di comprarla, senza impegno ovviamente.

Sì, in effetti anche io, quando ho visto la ragazza accanto a me che si chiudeva in bagno per testare le palline anali, mi sono preoccupata di cosa sarebbe successo se non avesse reputato la merce meritevole di essere acquistata, ma quando è uscita e non ha fatto che sedersi in un angolo del divano e restare lì compiaciuta per il resto della serata con la scatola vuota in grembo mi sono rassicurata.

Le palline...

Le palline…

Nel frattempo le altre invitate provavano baby doll più o meno trasparenti e vestiti da odalische, per poi piombare a turno in salotto a mo’ di sfilata e scattare un sacco di foto, mentre il rappresentante se ne stava lì a guardare, spiegare e aspettare.

A questa festa spagnola casalinga las chicas avevano dei bicchieri di plastica di capienza mezzo litro per il cocktail a base di Vodka secca, più dei bicchieri normali per il Chupito (Tequila), il vino e il Whisky, chiaramente non a seconda dei gusti, ma a susseguirsi.

Andando alle invitate che avevano la forza di reggersi in piedi, al debutto fuori dalla valigia del Twister-Kamasutra queste chiedono al rappresentante di partecipare.

Il Twister-Kamasutra è un telo che si mette a terra, sopra al quale sono disegnate impronte di mani, ginocchia, piedi e anche sedere, tutti numerati. La ragazza sceglie un numero e cerca le zone marcate con questo e colorate di rosa, per poggiarci ogni parte del corpo lì rappresentata. Il ragazzo lo stesso, cercando le zone stampate in blu. Scegliendo lo stesso numero ci si ritrova intrecciati in una delle celebri posizioni indicate dal rinomato libro.

Il Twister Kamasutra

Il Twister Kamasutra

Il rappresentante accetta e gioca. Per vendere si presta a questo e pure a bere parecchio, però non si ubriaca, e rimane tranquillo perfino quando la parte opposta al sedere (non la testa) di una delle ragazze gli finisce sulla faccia.

Anche quando una delle invitate gli chiede di spalmarle l’olio per i massaggi su una coscia, rimane impassibile e procede.

Avanti con vibratori di ogni misura e ogni materiale: plastica, lattice, silicone, alcuni più simili a dei rastrelli, con spuntoni progettati ad Oc per il proposito di stimolare ogni zona erogena del corpo tutto in una volta.

Infine le invitate hanno cercato di far ubriacare il rappresentante e di convincerlo ad uscire tutti insieme, ma lui ha professionalmente declinato, ha aspettato che le ragazze che non avevano comprato nulla pagassero la quota fissa di partecipazione e se n’è andato.

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