Il ritorno a casa…

I greci chiamavano nostòs il viaggio fatto per ritornare a casa dopo un’esperienza lunga e faticosa, che smantella l’io, riformula il senso dell’esistenza. L’archetipo è quello dei soldati della guerra di Troia: l’Odissea.

Ulisse

Ulisse

Alla fine del vero e proprio viaggio, si riparte trasformati e con un bagaglio di ricordi perritornare al punto di partenza, ma si intraprende in pratica un nuovo viaggio, ed anch’esso ricco di ostacoli, superati col miraggio del ritorno a casa.

Nella letteratura sono molti i romanzi che trattano del ritorno al luogo d’origine, Andrea Barabino ha individuato tre paradigmi del nostòs, a seconda dell’epilogo.

Il ritorno alla normalità: paradigma di Nestore o Menelao

Alla fine dell’Odissea i due re possono finalmente tornare alla quotidiana tranquillità.
Il viaggiatore che appartiene a questo paradigma ritorna nel luogo che gli è indispensabile per guardarsi allo specchio, per incontrare e approfondire la sua rigenerata identità.
Un ritorno che appare felicemente nei Promessi Sposi, quando Renzo grazie alle peripezie vissute ha acquisito una nuova saggezza da reimpiegare nella sua vita ordinaria, come lo stesso Manzoni scrive: “Il bello era a sentirlo raccontare le sue avventure: e finiva sempre col dire le gran cose che ci aveva imparate, per governarsi meglio in avvenire”.

La peripezia e la vendetta: paradigma di Odisseo

Odisseo corona il suo sogno, arriva a casa, ma la trova invasa dal nemico, con la sua famiglia che fatica a mantenere la situazione salda sperando nell’arrivo dell’eroe, il quale alla fine, grazie ad un piano freddo e calcolato, compirà la sua vendetta e riporterà le cose com’erano prima, un po’ come il vendicativo conte di Montecristo.

Il ritorno funesto o negato: paradigma di Agamennone

Ossia il “non-ritorno”, tema struggente tanto caro a romantici e post-romantici. Esempi lampanti i romanzi I Malavoglia, La luna e i falò, Il fu Mattia Pascal.

Il rientro del protagonista coincide col suo annientamento fisico e/o l’annichilimento spirituale: il dramma della mancata reintegrazione, poiché non si può riavere il punto di partenza, semplicemente perché esso non esiste più. Non solo il viaggiatore è cambiato, il tempo ha continuato a scorrere anche nel suo luogo d’origine, che magari prima appariva tantoroutinario da essere quasi invariabile.

L’ideale preservato per tanto tempo nella mente del pellegrino si scontra con la nuova realtà ritrovata e ne esce in frantumi, deludendo l’eroe, che deve trovare in sé stesso la forza di rimanere o lasciarsi definitivamente alle spalle le proprie radici.

Tra poco anche Ibiza finirà e scoprirò se il mio ritorno a casa è fra questi…

De Chirico: Ulisse in realtà non era mai partito

De Chirico: l’Ulisse che in realtà non era mai partito

(Articolo pubblicato anche su Cittateneo)

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