Festival delle Mani Blu: Festeggiare per non Dimenticare il Dolore?

Festival delle Mani Blu: la locandina

Festival delle Mani Blu: la locandina

A La Ferté-sous-Jouarre almeno 23 famiglie si sono arricchite grazie all’industria della pietra, ma sono state almeno in 3000 a rovinarcisi la salute. Tanti erano infatti gli operai che lavoravano nella ventina di cantieri locali, avendo una vita che può essere comparata a quella dei lavoratori nelle miniere. I maschi e i bambini della famiglia morivano spesso sul lavoro, ma quando non morivano si giocavano la salute: le scaglie silicee della pietra scolpita erano tanto piccole da penetrare non solo nei polmoni, ma pure sottopelle, per restare lì annidate per il resto della vita. Monsieur B, ex operaio, nonché il  collezionista  più rinomato della città, mi ha mostrato i segni sul suo corpo.

Gli operai di La Ferté

Gli operai di La Ferté nel primo Novecento

Venivano chiamati “I lavoratori dalle mani blu”. Il Comune si è proposto di fare qualcosa per onorare la memoria di questa gente, che ha fatto la fortuna passata e presente della città (prima che rivenisse a galla il patrimonio della pietra fertiana questa città era un piccolo borgo piuttosto dimenticato, a 45 min da Parigi, ottima posizione per lo più per il traffico di droga) e ha perciò creato il Festival delle Mains Bleues. Artisti di strada sono selezionati e pagati dall’Assessorato alla Cultura, per “Vivere una giornata che serve a non dimenticare il passato”. Premetto che Monsieur B va poco d’accordo con il Comune e con tutta la cricca degli assessori, comunque mi ha fatto notare piuttosto stizzito che non c’è niente da festeggiare per le “mani blu”. Lui avrà quelle scaglie conficcate sottopelle per il resto della vita. A volte escono fuori solo grazie alla rasatura mattutina, nel caso della faccia. Insomma, secondo lui dal municipio non hanno fatto altro che banalizzare e carnevalizzare un fatto doloroso appartenente alla  storia della città, e forse può essere significativo il fatto che l’attuale sindaca è originaria dell’ungheria, l’addetta alle comunicazioni è una parigina, l’assessore che mi segue, grande sostenitore della festa, viene dal sud della Francia. Insomma, non sarà che i timonieri del fronte politico stanno mancando di rispetto al passato (che di fatto, in fondo, non li riguarda) accecati dall’obiettivo di dare una speranza al presente e al futuro della città, magari anche affascinati dalla storia passata della stessa?

Festival delle Mani Blu

Festival delle Mani Blu

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