Morte di un Ragazzo del Novecento

Lo storico mugnaio marchigiano Antonio Basso di Bivio Cascinare, una frazioncina di Sant’Elpidio a Mare in provincia di Fermo, ha suo malgrado abbandonato la vita all’età di 80 anni.

Era molto orgoglioso dell’onoreficenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana che aveva ricevuto nel 1992 da Andreotti in persona. Per tutta la vita si era ostinato a non voler andare in pensione, nonostante la sua famiglia fosse preoccupata per gli effetti che il duro lavoro del mugnaio avrebbe potuto avere sulla sua salute. Amava troppo il suo mulino, che gli aveva permesso di diventare la persona che era, che gli aveva dato il prestigio per compiere le piccole imprese di cui si era reso protagonista, che gli aveva regalato la possibilità di crescere dignitosamente i suoi tre figli.

Due anni dopo la chiusura è stato ospite di quattro ospedali marchigiani differenti, per poi tornarsene nel letto di casa sua a morire.

Mulini a vento in Spagna, di Lourdes Cardenal

Mulini a vento in Spagna, di Lourdes Cardenal

Era il più anziano figurante della famosa rievocazione storica della “Contesa del Secchio” di Sant’Elpidio a Mare, nonché capo di un piccolo golpe per riportare a sfilare nel corteo la delegazione, a lui cara, di Santa Croce.

Cav. Antonio Basso, mascherato da abate

Cav. Antonio Basso, mascherato da abate

Primo abitante di Bivio Cascinare, fece di tutto per portare la corrente elettrica da Macerata fino alla sua zona, in cui le case iniziavano a ricoprire il territorio. In cambio dell’autorizzazione da parte dei contadini ad impiantare i pali della corrente nei loro campi, offriva sacchi di farina che pesavano quintali.

Forse fu grazie a questo servizio che riuscì poi per quindici anni a lavorare nel consiglio comunale.

La politica fu un’altra delle sue passioni, non l’ultima, e gli procurò amici e nemici.

Gli abitanti della zona sanno bene quanto si sia battuto contro il prete locale per l’edificazione di una grande parrocchia in muratura, perché lui era anche molto religioso, ma la Chiesetta la voleva dove e come diceva lui.

Una volta passati, gli eventi che tanto hanno infiammato l’anima dei protagonisti ricordano le sceneggiature dei film di Peppone e Don Camillo.

Ma come non essere affascinati dalla personalità di un uomo che ha lottato per ciò in cui credeva? Che importa se fosse nel giusto o nel torto? Non ha rovinato o ucciso nessuno, non rappresentava nessuna lobby, lo faceva per sé.

Ecco perché prima del funerale casa sua strabordava di ex clienti in lacrime, ex amici ed ex nemici, vicini e parenti venuti da diverse parti d’Italia per dargli l’ultimo saluto. Ecco perché Il Corriere Adriatico gli ha dedicato un trafiletto, per avvisare la comunità.

Aveva qualcosa che noi uomini e donne di oggi abbiamo perso: la fiducia nella possibilità di contribuire a plasmare il futuro della nostra società, l’amore per la nostra occupazione, il sentirci onorati e non sacrificati nel vestire i panni del lavoratore, l’essere dignitosamente retribuiti e professionalmente stimati.

Don Quixote, Picasso

Don Quixote, Picasso

Ma questa storia non è nuova, sono i principi della Costituzione, che dovrebbero essere il fondamento della Repubblica Italiana sul cui territorio viviamo ogni giorno da 150 anni.

Se lavorando ci sentissimo appassionati e rispettati non vorremmo mai andare in pensione e avremmo meno bisogno di scappare in vacanza. Non saremmo scorbutici con colleghi e clienti, troveremmo in loro degli amici e compagni di viaggio. Grazie al giusto compenso metteremmo su casa e famiglia, non saremmo “mammoni”. Ci dedicheremmo a rendere migliore l’ambiente che ci circonda, se lo amassimo.

L’Assemblea Costituente lo sapeva bene, perciò aveva messo il lavoro come fondamento della Repubblica, perciò aveva proclamato la necessità di retribuzioni dignitose, che favorissero lo sviluppo individuale e spirituale dei cittadini, perché gli effetti positivi ricadessero sulla comunità in cui tutti vivono.

Come siamo arrivati a ridurci così?

Mio nonno Antonio mi ha dato una grande lezione semplicemente esistendo, ma temo che questa lezione servirà solo per farmi vivere con frustrazione il mio presente.

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